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September 11 ..Perché è così che ti frega la vita. Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quando è troppo tardi. March 02 Il grande ritornoE con grandi acclamazioni.. IL RITORNO! il ragazzo prodigio, famoso per le sue hit, dimostratesi purtroppo fuochi di paglia, come IELLO SAMMARIN, dopo un lungo e sofferto ritiro nelle remote zone buie del mondo dello spettacolo, torna, dopo un evidente seppur superficiale corso di inglese (chiamasi anche babel fish) con un nuovo sconvolgente pezzo, ecco a voi
fortyfour cats!!
fourty four cats in file for six with rest of two walk compact in file for six with rest of two
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six for seven fourty two plus two fourty four
Questo è solo un piccolo assaggio di quello ch sarà il nuovo album. chiunque volesse contribuire alla crescita di quest'ultima spettacolare pietra miliare della storia della musica, arricchendolo con l'aggiunta di brani, è il benvenuto. December 31 ...Cazzo cazzo..ma chi lo dice che di notte si deve dormire??My lovely IUAV mi insegnò che il sonno è superfluo..e adesso io di notte mi annoiooooooooo..Ci sono un sacco di cose che vorrei fare..ma tuti sono ancora convinti che la notte vada sprecata in questo brutto modo..qualcuno mi spari un sedativo che è meglio.. August 31 Lessico famigliareMio padre soleva coomentare, a pranzo, le persone che aveva visto nella giornata. Era molto severo nei suoi giudizi, e dava dello stupido a tutti. Uno stupido era, per lui, "un sempio". M'è sembrato un bel sempio, diceva, commentando qualche sua nuova conoscenza. oltre ai "sempi" c'erano i "negri". "un negro" era, per mio padre, chi aveva modi goffi, impacciati e timidi, chi si vestiva in modo inappropriato, chi non sapeva andare in montagna, chi non sapeva lingue straniere. Ogni atto inappropriato veniva definito da lui "una negrigura". -non siate dei negri! non fate delle negrigure!la gamma delle negrigure era grande. chiamava "una negrigura" portare, nelle gite in montagna, scarpette da città, attaccar discorso, in treno o perstrada con un compagno di viaggio o con un passante, conversare alla finestra con i vicini di casa, lamentarsi nelle gite in montagna per fame, stanchezza o sbucciature, portare, nelle gite, pietanze cotte o unte e tovagliolini per pulirsi le dita. Nelle gite, noi, con le nostre scarpe chiodate, grosse, dure, e pesanti come il piombo, calzettoni di lana e passamontagna, occhiali da ghiacciaio sulla fronte, col sole che batteva a picco sulle nostre teste in sudore, guardavamo con invidia "i negri" che andavan su leggeri in scarpette da tennis o sedevano a mangiar la panna ai tavolini degli chalet. passavamo sempre l'estate in montagna. prendevamo una casa in affitto per tre mesi, di solito erano case lontano dall'abitato. non c'erano divertimenti o distrazioni. passavamo la sera attorno alla tavola, io, i miei fratelli e mia madre. Quanto a mio padre, se ne stava a leggere nella parte opposta della casa a leggere,e , di tanto in tanto, s'ffacciava nella stanza, dov'eravamo raccolti a giocare. s'affaccivo sospettoso e accigliato, e si lamentava con mia madre della nostra serva, natalina,, che gli aveva messo in disordine certi libri; "la tua cara Natalina", diceva. "una demente" diceva, incurante che la Natalina, in cucina, potesse udirlo. A volte, la sera, in montagna, mio padre si preparava per gite o ascensioni.Inginocchiato a terra ungeva le scarpe sue e dei suoi fratelli con il grasso di balena, convinto che solo lui sapeva ungere le scarpe con quel grasso. poi si sentiva per tutta la casa quel gran rumore di ferraglia: era lui che cercava i ramponi i chiodi, le piccozze. "dove diavolo avete cacciato le mie piccozze?"tuonava.
partiva per le ascensioni alle quattro del mattino, a volte solo, a volte con i miei fratelli, e, il giorno dopo le ascensioni, era, per la stanchezza, intrattabile, cpon il viso rosso e gonfio per il riverbero del sole, le labbra screpolate e sanguinanti, il naso spalmato di una crema che sembrava burro, le sopracciglia aggrottate sulla fronte solcata etempestosa, mio padre stava a leggere il giornale, senza pronunciare verbo; e bastava un nonnulla a farlo esplodere in una collera spaventos. al ritorno dalle ascensioi con i miei fratelli, mio padre diceva che i miei fratelli erano "dei salami" o "dei negri". March 23 Perchè l'inglese non è un'opinioneYELLOW SUBMARINE
"In the turn
when i was burn
in the lend de sichusi
end de diiii
end di du ooon
in yello sammariiin"
I DON'T WANT TO WAIT
"Anauanauei
colonize to the other.."
SCAR TISSUE
"Endeuish endeuish iu song
scartishu uishiusong
scar noo in the blu wong
endwais nat becose
iu bote sher vislonlei viu
iu bote sher vislonlei viu
JUMP
if yu badi jump
no bady jump
du beibe
HEI JUDE
hei jude don't breik mi down
and ui nouiu
iu maik me bette
she lonli forever meke mi
jude, iu mek mi bette
rimember..
ANGEL
dosen to uen dosen angel
comlicate mie change
an do went konow the place
we veiugo and we a noooo!
this lachtomorrow
in place to mi bàlloons..
Si ringrazia per la collaborazione il sig. (?) marco beltrame (alias maltrame), in attesa di una risposta da parte dei Virgin Record Company, con la sicurezza che questo talentuoso ragazzo sarà presto una star internazionale.
(e succederà.. io sono una sultana..sono alla cima della piramide gerarchica.. hahahahahahaha! (risata cattiva))
February 02 Ave!Ave a voi sudditi di pasticcinopoli..
vi comunico che la vostra sultana sta andando fuori di testa..è molto irritabile ultimamente..forse perchè ultimamente viene anche molto irritata.
Fatto sta che certe cose non mi vanno giù..ed è giusto che sia così alla fine..
fatto sta non me le bevo le boiate.. credo proprio che dovrei iniziare un corso di kickboxing..o ritirarmi su un piccolo monticello mio mio mio e solo mio, in sola compagnia di tre fidati mufloni (che almeno stanno tranquilli) dove non ci sono rumori e posso sentirmi pensare e fare ciò che mi và..ha!ha! Ma sono sicura che nonappena il mio impero sarà al sicuro e potrà espandersi tutto questo sarà possibile!
Intanto bisogna stringere i denti.. e non farlo intorno al braccio di qualcuno sarà difficile...
A presto
Giòsupersultana. October 27 Basta dai..basta, dai.. non è possibile dover ritagliare il tempo per le persone a cui tieni da un ammasso schifoso di carta tutta vecchia e appiccicosa..no, assolutamente no. E che cazzo.. tante cose che vorrei fare,anche bene magari..ma se non si ha tempo.non posso diventare un collage vivente di carta merdosa e appiccicaticcia poi..beh,anche se non dev'essere male da vedere..buuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu basta supermegastufissima!!
comunque Photoshop mi fa un baffo! Paint for ever!
ecco che i miei ultimo neurone che ancora svolge la sua funzione sta per svenire..
che gioia..già..ribadisco: MareL'uomo non si volta nepure. Continua a fissare il mare. Silenzio. Di tanto in tanto intinge il pennello in una tazza di rame e abbozza sulla tela pochi tratti leggeri. le setole del pennello lasciano dietro di sè l'ombra di una pallidissima oscurità che il vento immediatamente asciuga riportando a galla il bianco di prima. Acqua. Nella tazza di rame c'è solo acqua. E sulla tela, niente. Niente che si possa vedere.
Soffia come sempre il vento da nord e la donna si stringe nel suo mantello viola.
- Plasson, sono giorni e giorni che lavorate quaggiù. Cosa vi portate a fare tutti quei colori se non avete il coraggio di usarli?
Questo sembra risvegliarlo. Questo l'ha colpito. Si gira ad osservare il volto della donna. E quando parla non è per rispondere.
- Vi prego, non muovetevi-, dice.
Poi avvicina il pennello al volto della donna, esita un attimo, lo appoggia sulle labbra e lentamente lo fa scorrere da un angolo all'altro della bocca. Le setole si tingono di rosso carminio. Lui le guarda, le immerge appena nell'acqua, e rialza lo sguardo verso il mare. Sulle labbra della donna rimane l'ombra di un sapore che la costringe a pensare "acqua di mare, quest'uomo dipinge il mare con il mare"- ed è un pensiero che dà i brividi. August 12 Schultz" don't worry about the world coming to an end today.
It's already tomorrow in Australia."
Charles Schultz July 18 Il prof. Bartleboomha 38 anni, Bartleboom. Lui pensa che da qualche parte, nel mondo,incontrerà un giorno una donna, che, da sempre, è la sua donna. Ogni tanto si rammarica che il destino lo faccia attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e le scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui bensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle
- Ti aspettavo.
Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere ad una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni - i giorni, gli istanti - che quell'uomo ancor prima di conoscerla, già le aveva regalato. o forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo
- Tu sei matto.
E per sempre lo amerà. May 21 IO DICO.Io dico che certi individui dovrebbero proprio starsene a casa loro.. anche per il loro bene..sì..farebbero più bella figura..anzi, per il bene e la gioia di tutti di figure non ne farebbero affatto. |
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